mercoledì, 26 gennaio 2005
ok , dovrei avere finito con gli arretrati
mercoledì, 26 gennaio 2005
Ore 9:Tipica luminosità da mattino innevato.
Mi sveglia Lus infilandomi la cornetta nell’orecchio. “Alzati e preleva, donna. E poi vieni a saldare. Ah, dimenticavo, buon dolce risveglio di neve amor”. Click.
Ore 11: fotografie ai cappelli con lezioni di informatica a una mutter svogliata e poco incline alla tecnologia. Gli esseri umani dopo una certa età vanno sequestrati e aggiornati.
Scarica l’aggiornamento gratuito Microsoft genitoriarcaici.exe
E se il soggetto non collabora, con una bella passata di antivirus gli cancelliamo la memoria infetta, perché dev’essere per forza una malattia non voler essere al passo coi tempi.
Non ci sono più i vecchi di una volta, d’altra parte sono sempre i migliori quelli che se ne vanno.
Ore 15: i ragazzi di Campioni si dilettano a cantare YellowSubmarine e la VecchiaFattoria in attesa di affrontare il Milan, domani alle 13.45 in diretta su ItaliaUno. I Simpson sono finiti, sono troppo lontana dalla Tv per cambiare canale, sto soffrendo, per dio se sto soffrendo. Ora è la volta di Sapore di Sale. Ogni tanto si alzano tutti in piedi e saltellano e urlano impazziti inneggiando a Diego Armando Junior.
Ho i piedi pesanti, le orecchie intorpidite e una nebbia densa che i ristagna a metà sguardo. Per favore qualcuno mi aiuti e cambi canale…perfavore….vi prego….prima che inizi il Wrestling…
Sono drogata di basket, sto contando le ore e i minuti che mancano al prossimo allenamento, e poi alla partita..in realtà mi sto annoiando di brutto non so che cazzo fare. Inoltre non nevica più, c’è il sole e fa caldo, si è sciolta tutta la neve e c’è la solita marea di pinguini da salvare, raccogliere fondi per riportarli al polo sud, trovare chi li adotti, buone signore in pelliccia che abbiano tanto buon cuore.
mercoledì, 26 gennaio 2005
Ed è così che in una delle rare nevicate cittadine mi sono trovata buttata fuori da una locale perché chi era con me ha dato alla proprietaria della fascista del cazzo.
Ed così che slittando sul nevischio bastardo la nostra macchina è arrivata nel parcheggio del MacDonald. Lì ho finanziato con i miei umili risparmi la nobile causa dell’esportazione della Democrazia Americana, poco importa se la suddetta multinazionale la pensi più o meno come Hitler: qui non puoi gridare ai commessi Fascisti del cazzo.
Puoi, ma non ha senso.
Alla prossima nevicata vedrò di organizzarmi meglio.
mercoledì, 26 gennaio 2005
Abbiamo vintooo!!! Esso!!!
ProPatria-Gallarate 52 a 53, oh sollievo, oh gioia , oh pace dei sensi.
Mentre camminiamo con la coda tra le gambe verso lo spogliato del PalaFerrini, ci confidiamo l’un l’altra a quale grado di perversa angoscia l’idea del derby ci abbia trascinato. Innanzitutto ier sera nessuna di noi si è buttata via con alcool droghe e via dicendo: come da rapidi sondaggi telefonici, eravamo tutte a letto all’una, massimo una e trenta. Oggi però siamo andate al cesso tutte un numero paranormale di volte…io due per esempio.
Cambiandoci, Nenti ci ha tartassato con delle assurde teorie da cui è venuto fuori che se anche perdevamo non era una tragedia, semmai lo era per la Pro, esaltata da articoli e rivendicazioni giornalistiche varie, il tutto premesso però che noi comunque non dovevamo assolutamente perdere. Alla fine non eravamo più angoscaite, l’ansia era stata sostituita da diagrammi cartesiani di classifiche e statische che campeggiavamo allegre a oscure nei nostri cervelletti. Tutto il discorso ovviamente era stato seguiti con una doverosa mano sulla tetta, non si sa mai!
Ultime parole famose: oh raga vediamo di svegliarci subito, non entriamo in campo annebbiate dalla deficienza, come è successo con Vertemate, per favore, ok? Ok.
Il Primo quarto è finito 18 a 6 per loro…come volevasi dimostrare…
Poi lento e inesorabile recuperone fino a giocarcela punto a punto negli ultimi 3 minuti…terrificanti tre minuti, in cui però noi avevamo una psiche di ferro e loro annaspavano tra la rabbia, l’incredulità e la caga di buttare via palloni.
Abbiamo vinto alla fine abbiamo vinto.
Sugli spalti tutta la famiglia: Tati con figliolanza, mut&papi, e fam. Spampinato dall’altra parte della barricata, eheh, soddisfazione micidiale, la Giulia tra l’altro non ha nemmeno giocato.
Ho fatto 16 punti, Giada 18, Betta 13.
Ho sbagliato tre liberi di fila, non deve succedere mai più. Mi allenerò con catene ai polsi come Mimì Ayuara, eheheh. Ora me la godo, in attesa di venerdì con Cerro, insidioso, pare.
mercoledì, 26 gennaio 2005
Leggermente abbronzata e 3 chili in meno, l’ideale per iniziare con slancio un nuovo anno lavorativo, produttivo, studiativo. Se non fosse che il cervello mi è rimasto incastrato in un rododendro, a 1800 metri sul livello del mare. Ammetti per una volta che fai schifo, intelletualmente parlando perché per il resto sei una gran figa.. dovresti puntare a una brillante carriera da shampista, ti fai bionda e via, per squallidi avamposti fighetti e bere superalcolici aperitivi e ridere dell’impegnata ragazza con i panta a zampa e la sciarpa di lanona a rigone. Cioè ridere di me, facendo finta che prima non ero così: no, io ho sempre avuto il reggiseno a balconcino, tranquilli raga, tutto rego: non sono una spia dei comunisti bastardi comunisti, i centri sociali io li brucio.
Mi sono lasciata un po’ andare, lo ammetto.
Cmq sono tornata, non so perché, al Devero stavo così bene..dormivo, sciavo, facevo colazioni bestiali, vedevo film, sciavo, leggevo e ogni tanto ho anche aperto il libro di scuola, come si diceva ai tempi della scuola. Mi ricordo che uno o due anni fa, quando prendevo sempre 28 ed ero in pari con gli esami, mi ricordo che avevo in progetto di prendere una seconda laurea...la vita dello studente mi pareva perfetta..c’è da dire che non avevo ancora finito i soldi del nonno..
Ora che li ho finiti e che non ho più un cazzo di voglia di studiare guardo alla seconda laurea con lo stesso orrore negli occhi di un condannato ai lavori forzati.
Non mi rimane che trascinarmi vomitando bile per i tristi e angusti spazi della Statale elemosinando promozioni salvifiche. Da domani inoltre mi rimetterò a studiare Italiano per lo scritto e nuovamente non lo passerò. Io mi ritiro e vado a vendere reggiseni. Mia sorella verrà con me, si occuperà dell’intimo uomo.
mercoledì, 26 gennaio 2005
Mia mamma è euforica per il mercatino di domani, i nostri cappelli sono uno spettacolo, devo darle atto. Per qsto non ha avuto tempo di pensare che sono una disadattata, come invece fa di solito quando non esco la sera.
Ieri non avevo un cazzo da fare, sono andata dalla Vale a mangiare cinese…l’ho già detto.
Credo che non vedesse l’ora di buttarmi fuori di casa, ero poco sociale , molto poco sociale. Muta e catatonica davanti a CSI e poi davanti a Ufficiale Gentiluomo e poi davanti a Paperissima.
Alla fine è arrivato Natan in stazione a Milano e ha salvato la situazione: lei dall’imbarazzo di mandarmi a casa, io dal deliquio televisivo-dolce morte.
Ieri sera ho guardato la sveglia e ho pensato che tanto non mi sarei svegliata, e infatti quando ha citofonato Nenti stavo ancora sognando. Mi sono scapicollata con i capelli da medusa elettrica e siamo uscite, io mangando una mela che sapeva di terra.
La premiazione è stata lunga e noiosa, tra me e Giada, sul bracciolo della poltroncina ,c’era un mandarino in decomposizione che aveva messo radici nel tessuto, toccandolo emanava pestilenza.
Sono rimasta rincoglionita e con un disagio paralizzante per tutta la mattina, il vento e il cielo erano imbarazzanti, nella loro bellezza, ma credo che il mio malessere nascesse dal brufolo che ho sul mento , in una posizione non adombrabile in alcun modo. Credevo che col tempo qsti imprevisti adolescenziali andassero scemando , invece aumentano.
Sto tremando da tutta la sera, ho paura che sia un tic nervoso, non fa abbastanza freddo per essere in ipotermia. Telefono al Lorenzo.
Tim messaggio gratuito.
Vaffanculo.
Ah il potere liberatorio del turpiloquio. Va beh, mi sto annoiando, non so cosa fare. Sono rimasta a casa anche stasera. Non avevo con chi uscire. Ero talmente disperata che mi sono messa a fare marchette con la Lalli, ma lei vedeva il milan e poi tributo a Vasco al Land. Non mi andava di andare in discoteca con degli sconosciuti. Domani giornata incubo, mercatino festoso fin dalla mattina presto, poi partita della vita contro Vertemate. Voglio vincere. Voglio fare un sacco di punti. Non me ne frega di niente altro. Nemmeno di lui che se la gode sbronzandosi di vinello col Tonino e il GiorgioSacco.
Forse sono disadattata veramente.
Forse solo una persona mi può capire in qsto momento, ma sta trombando col fidanzato, qui in visita prenatalizia. Beata lei, non gliene voglio. Però chepppalle.
-È stata una serata intensa..ecc…prove, cena…tonino…crosa lenz…entusiamo.
-io mi sono tralasciata davanti alla tele: Sister Act , commuovendomi nelle scene salienti e battendo il piedino a ritmo di gospel. Dopo di che ho scaricato l’anima nera nella furiosa lettura dei blog altrui e poi qui, a fare finta di averne uno anchio, perché mi sembra diventato l’unico modo di comunicare, di avere l’illusione di comunicare con quno che tanto non leggerà mai. Ormai sono troppi i blog e nessuno ci presta attenzione, la massa conquista qsiasi cosa. Io sono parte della massa da cui mi voglio distinguere. Bene, vado a mangiare della nutella , almeno potrò dialogare con qche altro brufolo domani.
mercoledì, 26 gennaio 2005
Ecco, tutti fuori, rimaniamo noi! Esso!
Mut&Father sono partiti stamattina per Barcelona..no Madrid,opsJ.
We left home at 11.00, il volo era due ore e quaranta più tardi, ma meglio partire in anticipo, visto che abitiamo a cinque minuti dall’aeroporto.
Inscatolati nella Punto a soppesare un silenzio nebbioso.
Ingresso 14, scendono al volo, Mut con l’intonaco arancione che le donava un sano aspetto itterico, occhio lacrimevole e raccomandazioni che premevano contro gli incisivi serrati in un sorriso distorto e angosciato. Non ha detto nulla, anche perché Father era già imbarcato.
Lui nemmeno un saluto, ancora offeso da ieri sera.
Speriamo si divertano, per il bene della convivenza futura e dell’atmosfera natalizia.
Albero oh albero, eternamente albero…Tu scendi dalle scaAaAaleeeEE, o mia sorella idiotaaAaAaA…
Ok ok, la libertà mi da alla testa.
Stasera festa per Lus, aperitivo vario e variegato, couscous a pezzettoni…eh mi è venuto strano,verdurone e pollo, torta. Bevande ancora da comprare.
Ginger, chinotto e sanpellegrino, olè, berlino est nei tempi bui, ahaha.
mercoledì, 26 gennaio 2005
Scrivere solo per il gusto di sentire il tic tic sui tasti.
Ormai mancano solo 13 giorni al mio esame della merda e sono ancora qui a decidermi se provare angoscia o provare a studiare..
Sto diventando monotona, meno male che qsto blog non lo legge nessuno.
Ma forse è meglio almeno non devo essere piana e scorrevole, almeno non devo pormi il problema che qcuno magari non capisce, o di essere brillante e interessante e buona a scrivere.
La notte dei blogger, se avessi avuto un blog, magari mi sarebbe piaciuto partecipare, penso che chi mette un blog in rete un minimo di vanità lo debba provare, è logico, innegabile che chi ha un blog desidera essere letto. Beh chiunque scrive ha il segreto desiderio di essere letto.. Carta o Pc che sia.
Forse sono già stati spesi fiumi di parole su qsto problema lancinante.
Stamattina per non studiare mi sono ammazzata di addominali e dorsali mentre sentivo alla radio linus e nicola. Parlavano dei maratoneti spirituali buddisti o orientali in genere..cose impressionanti…una corrente di qsti pazzoidi sottopone gli adepti a tre anni e tre mesi di buio totale, durante i quali l’allievo deve compiere esercizi di respiraz e meditare vedendo il proprio corpo leggero come una piuma. Al termine di qsto periodo sarà in grado di saltare in alto partendo da seduto, con le gambe incrociate, senza usare le mani. Al termine di qsto periodo potrà correre leggero come un fiocco di neve.
Io ci credo, il potere della mente è infinito.
Confronto a un monaco buddista la mia mente è allo stato animale, anzi allo stato pre natale, una muffa, una mucillagine, un fungo microscopico ignorabile: nn riesco nemmeno a concentrarmi per studiare 40 pagine.
Ma ora vado di sopra e inizio, cazzo, inizio, palla di lardo!!
Stamattina ho anche passato l’aspirapolvere…e poi ho lavato le maglie di basket, preparato le musiche di natale, fatto la spesa…
Ma che strano arriva dalla cucina un odore di zucchine unte fortissimo..
A qst’ora?
mercoledì, 26 gennaio 2005
E' ormai assodato che io alla mattina non combino un cazzo, deambulo allucinata dalle esplosioni di luce, poso lo sguardo sui libri distrattamente, chiedendomi: ooohhh che strani oggetti! Oppure: ooohhh ma quanti fermaporte che abbiamo in casa!
invece di sera e di notte sono iperattiva, occhio pallato a leggere sul tappettino del bagno perchè a mia sorella da fastidio la luce, giustamente lei vuole dormire.
E giustamente di notte non si posso abitare le altre stanze della casa, perchè scoccata le mezzanotte tutto si trasforma in zucca, anche il ficus del salotto.
Di ciò è convintissima mia madre, che passata l'ora del coprifuoco comincia con insitenza da ticchettio d'orologio a intimare la ritirata o a citofonare da un piano all'altro con tono di minaccia mortale.. Tanto disse e tanto fece che cominciai a pensare che durante la notte in casa mia succedessero strane cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.
Ecco, mi sono persa, rileggo..ah si. Ecco tutto ciò per dire che anchio cazzo ho necessità fisica e psichica di vivere secondo i miei ritmi.
Ad esempio, facendo io colazione sempre dopo le nove - nove emmezza, non ho mai fame prima delle due del pomeriggio, ma in casa mia cascasse il mondo si pranza alle 12.30.
Con l'ovvio risultato che sto lentamente diventando un baule.
Del resto non mi sogno nemmeno di rinunciare alla colazione: per me è sacra, è l'unico vero motivo per cui mi alzo alla mattina. La soluzione sarebbe non pranzare, ma per commettere tale sacrilegio dovrei uscire di casa tutti i giorni, e rintanarmi da qche parte, che ne so , in biblioteca..capirai che non sempre è possibile.
Il problema si ripresenta a cena.
Ho tre allenamenti alla settimana alle 20.30 e immancabilmente ci si siede tutti a tavola alle 20, in modo che io possa presentarmi in palestra ripiena di cotoletta finocchi al burro minestrone hamburger-suini patate in insalata..
NO, Vale, non posso mangiare quando torno, perchè cazzo la cucina si pulisce una volta sola , non sono mica tutti lì al mio servizio. E se non mangio vuole dire infallibilmente che sto diventando anoressica.
Ecco.
E uscire a cena nei giorni in cui non ho gli allenamenti non se ne parla, eresia. Perchè mio padre rompe il cazzo che non siamo mai a casa, che non mangiamo mai insieme, che non ci vede mai , che non è possibile fare qsta vita.
Che non è possibile fare qsta vita.
Quale vita? Certo, non è possibile fare la VOSTRA vita, sono d'accordo. IO devo vedere gente, socializzare, bere un aperitivo, perchè no, SENZA L'ANSIA che se non sono a casa in tempo: crisi familiare da consultorio.
E poi mi sento stupida a scrivere qste cose, ho sempre pensato che fossero problemi da adolescenti, non da ventiquattrenni.NO?
Il vero problema è che la generale afasia che colpisce le famiglie italiane, porta a credere che la famiglia sia tale se:
-si cena e si pranza tutti insieme sempre, in salute e in malattia
-i figli si alzano alle sette del mattino sempre, in salute e in malattia e pure alla domenica
-i figli passano la vita a ordinare il casino che impera per la casa...casino per altro inesistente, ma vallo tu a spiegare
-la madre viene osannata accarezzata idolatrata santificata come madonna terrena
-la madre ha diritto di veto su ogni iniziativa dei figli e diritto di replica e ultima parola su tutte le discussioni
-le figlie non frequentano individui di sesso maschile
-il padre ha potere totale su radio tv satellite pc e cellulari, praticamente se riesce a chiudere qualsiasi via di comunicazione con un altrove che potrebbe disgregare l'unità famigliare.
-se i figli non escono mai di sera e se proprio devono farlo che tornino entro e non oltre le 12, ora in cui tutto diventa zucca. E naturalmente per uscire deve esserci un'occasione particolare irrinunciabile improrogabile: che i figli escano per fare due inutili chiacchiere con amici non è contemplato, figurarsi uscire per la voglia peccaminosa di passare del tempo con il proprio ragazzo anche senza fare nulla di lussurioso, tipo vedere un film.
Ho dimenticato qcosa?
Poi la marginale qstione sul dialogo tra persone che dovrebbero volersi bene su argomenti di capitale valore formativo tipo la letteratura, il cinema, il senso della vita, il futuro i sogni i progetti i desideri le idee la voglia di fare vedere viaggiare...beh...cazzo quelli sono discorsi che non competono a un padre e a una madre, spettano a...alla scuola? ma si , nell'ora di religione parleranno ben di qste cose no? Che c'è in tv? Dai passa il telecomando che inizia La replica dell'isola dei famosi.
mercoledì, 26 gennaio 2005
(Ciao Val, nota l’incipit sottostante, leggilo con voce squillante da Camilla..rende meglio l’idea della spensieratezza liceale tipica della rincoglionita qual sono in certi momenti della mia vita)
Dio Val, è arrivato il freddo!
(fine dell’incipit)
Non senti l’energia? il brivido sottocutaneo? Il dito gelato che si stacca all’ennesia buca mentre sfrecci in motorino…Stock! Via un dito, evvai!!, meno uno! EhehEh,
NO, sul serio non senti il freddo? Io mi sento più vitale, nel freddo devi muoverti per restare vivo, non come d’estate, quaranta gradi umidi all’ombra, che basta stare immobili e lasciarsi sudare per sopravvivere alla giornata.
E poi il cielo è livido, azzurro livido, lastra glaciale su cui scivolano i venti, disputandosi il territorio.
Beh è uno scenario leggermente da Era Del Mammuth, ma rende l’idea no?
E poi se fa freddo puoi bere cioccolata senza sentirti troppo in colpa e tirare fuori la Bridget Jones che è in te, sparando queste cazzate del senso di colpa da cibo. Mioddio!
Dai tuoi messaggi di oggi mi sembravi in preda a un attacco di panico da Futuro prossimo, naturalmente non potevo risponderti causa costante aporia che mi affligge. Però ti ho pensato intensamente, cercavo qualcosa da dirti per riempire la voragine che ti scavava lo stomaco, ma..non ho trovato nulla..sei arrivata all’ultima soglia,la laurea, io mi sono saldamente ancorata al fancazzismo totale pur di non raggiungerti. La Alice giudiziosa di buona famiglia mi osserva dall’esterno, si indigna di me e non mi vuole più abitare..La Alice dei Bimbi Sperduti sente che è ora di andarsene dall’isola, le mancano sei esami per affacciarsi al baratro. Comè guardare fuori? O guardare giù..si guarda fuori o giù?, cosa c’è Oltre? Non riesco a immaginare, solo intuire..e il famigerato intuito femminile non aiuta per un cazzo in qsto caso.
Oggi sono andata con la Lu a cercare un regalo per mia mamma, un constume visto che si è data alla frenetica vita da acquagymner..Va beh insomma..pensavo all’odore di pollo fritto che c’è sempre fuori dai centri commerciali, guardavo il cielo post giornata di vento, pulito, gli alberi da parcheggio che stentano a trovare una ragione di vita pencolanti sul tronco anoressico,le luci di Natale, che se non le metti a novembre sei uno sfigato, le gente e su tutta qsta triste malinconia a-vitale colava il pollo fritto, grasso giallastro e pelle abbrustolita, che rotola sornione e impalato con Paolino, il mago del Forno a Legna che gira lo spiedo. Ci sono luoghi tenuti sotto scacco da una forza occulta tramite un talismano potentissimo che inibisce le reazioni e controlla le menti..ecco il pollo è il talismano che tiene in scacco la gente dell’interland milanese, resta da scoprire l’oscuro mandante..Di sicuro c’entra la Fallaci, lei sarà uno dei suoi soldatini preferiti, di quelli che non si scambiano con gli amici se non con una contropartita altissima.