sabato, 24 febbraio 2007


In me c'è sicuramente qualcosa che non va, visto che esco in bicicletta a vago senza metà nella nebbia, potrei invece fare un giro in centro, vedere un pò di gente, come i vecchi posteggiati su una panchina, come chi non ha un cazzo da fare, come chi non ha mai bisogno di pensare e mai bisogno di riflettere sulla realtà parallela che sicuramente esiste e mi scivola accanto senza che io riesca a trovare la porta.
Oggi è un binario morto, finisce nel nulla di una comunicazione che cade, in una lontanza giustificata ma insopportabile, negli spazi infiniti di terra e neve che io rimano a guardare sempre da lontano, nell'incognita dei tuoi pensieri.

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venerdì, 23 febbraio 2007
Scrivo dalle paludi dell'infanzia, dalle nebbie della febbre dei denti.
Stanotte in preda ai brividi ho sognato interminabili distese di ghiaccio, percorse da cordate di omini in completo di velluto e sci di betulla. Arrancavano senza sosta verso un valico ventoso, senza avanzare di un solo metro. Poi aspettavo qualcuno alla partenza della funiva di Alagna, con in spalla degli sci rossi che continuavano ad aprirsi e scivolarmi giù. Non è arrivato nessuno, quindi mi sono alzata e sono rimasta a fissarmi nello specchio del bagno per un quarto d'ora, cercando stoicamente di tenere aperti gli occhi, nonostante la luce fortissima. Mi ricordo che a un certo punto ho detto "Va beh" ad alta voce e poi sono scivolata nel buio fino alla cucina, per mangiare un biscotto.
Sono il primo caso al mondo di ragazza con zanna di elefante al posto del dente del giudizio.

Stamattina ho tentato invano di spiegare a mia mamma l'ilarità della Signora dei Gatti dei Simpson, mimandole anche qualche scena. Non ce l'ho fatta. Allora le ho raccontato le ultime vicissitudini di Federico Torino, a cui si smagnetizza a sorpesa la chiave del fiorino e deve continuare il viaggio con la bici che appositamente carica ogni mattina nel baule. L'ultimo avvistamento è di due settimane fa, arrivava alla redazione di alp con quaranta minuti di ritardo su graziella e con sci a spalla. Ma mentre parlavo lei inveiva contro una macchina mal posteggiata in pieno incrocio, che peraltro non ci intralciava minimamente.
Ho bisogno di frequentare gente diversa.


ah,nel frattempo ho letto anche la Sciatrice di Camanni e Nessundove di Neil Gaiman.
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categoria:montagna, epica
lunedì, 19 febbraio 2007
Nel frattempo abbiamo perso la quarta partita di fila, puntiamo a ripetere in negativo il folgorante avvio di stagione.
Ora siamo a un passo dall'esclusione dai playoff, con un pò di impegno possiamo tranquillamente precipitare in fondo alla classifica per un'avvincente lotta retrocessione.
Vi aspettiamo numerosi come sempre per un tifo silenzioso e inerte.
 
Quando si perde i difetti si vedono meglio. Potrei star qui a lamentarmi per ore di qualsiasi cosa, potrei dare la colpa anche al pubblico.
Si dai è tutta colpa del pubblico. Ce l'abbiamo contro sia in casa che fuori.
Ok, assodato che è colpa del pubblico mi sento meglio, non c'entra che io non so difendere, che i nostri tiratori da tre non sono mai liberi per tirare da tre, che la betta non fa più contropiedi, che l'altra betta tira solo tiri della disperazione, che i nostri schemi li conoscono meglio le avversarie, che noi lunghi là sotto non facciamo che incastrarci in una mischia da rugby...il più delle volte, manco ci accorgiamo che qualcuno ha tirato perchè siamo ancora lì dare e prendere mazzate per uscire dai blocchi, poi ovviamente nessuno prende i rimbalzi..
La soluzione è semplice: tutti a zappare i campi.
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categoria:basket
domenica, 18 febbraio 2007
Ho passato il sabato sera a bere vino con una ragazza cilena in una vineria molto walser di Alagna, mentre i nostri iscritti alla Scuola Sofferenza e Fatica risalivano nella nebbia i novecento metri di dislivello verso il traguardo di Pianalunga. Siamo diventate grandi amiche. Peccato che come tutte le persone interessanti non la rivedrò più.
Poi siamo andati a dormire in una colonia traboccante di ragazzetti dello Ski College Piemonte, che hanno sciolinato diligentemente fino all'una di notte e si sono alzati alle sei del mattino, tirandosi giù per le scale di legno con gli scarponi ai piedi. C'erano solo letti a castello, perchè la colonia è di una diocesi del fondovalle, quindi era stato eliminato alla radice ogni possibile sentiero verso la fornicazione. Avevo delle lenzuola di felpa e una trapunta in tela di ombrello. Però alla mattina nevicava, e passato l'uragano dei micro atleti si sentivano solo gli assestamenti del legno vecchissimo e un gallo in lontananza. Era la quiete perfetta, uno di quegli attimi in cui seriamente puoi pensare di cambiare la tua vita per sempre, per esempio prendendo domicilio in una vera casa Walser di Alagna o dintorni. E poi il nome walser di Alagna è Im Land, bellissimo.
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categoria:montagna
venerdì, 16 febbraio 2007
Leggo leggo leggo leggo leggo leggo leggo leggo leggo leggo.
The Mirror Mask, Niel Gaiman-David McKean: due ore...grazie era un fumetto.
Come il Lupo, Eraldo Baldini: due giorni, cercando di leggere il più lentamente possibile perchè era troppo bello.
Libro nuovo della mia Guida alpina preferita nel mondo, ancora non stampato: un giorno e mezzo, con tanto di sottolineature e correzione di errori.
Critica della ragion Criminale, Michael Gregorio: 406 pagine in tre giorni, ma adesso lo finisco.
Tutto ciò nella settimana in cui avrei dovuto riprendere in mano seriamente la mia vita. In poche parole ricominciavano i corsi e non ho fatto nemmeno finta di andare a seguirli. Solo il primo giorno ho preso il treno, la metro, il tram, tutta compresa nel mio rinnovato ruolo di studentella seria. Ma a metà tragitto ho preso il tram nel senso opposto. C'è un'oscura forza del male, una Mordor personale che mi attira sempre nella direzione opposta di quello che dovrei fare.
Ah ma da settimana prossima...eh si, sempre settimana prossima.
ll problema è che non posso tanto raccontarmi palle, questo corso maledetto lo devo seguire per forza, trascinandomi dietro il masso di sisifo, la montagna di maometto, i mie coglioni in marmo di carrara.
Finisco questo libro, poi non leggo più fino alla fine del semestre.
Si si...
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martedì, 13 febbraio 2007
Preoccupante anticipo su tutto, sapevo già come vestirmi, lucius non ha bestemmiato sentendo la sveglia, caffelatte con la schiuma, biscotti buoni.
Unico neo: il cazzo di motorino che non è partito...

Non so, sto scrivendo a random, tanto per non far passare troppi giorni dall'ultima volta, come se avessi una scadenza da rispettare, invece non interessa a nessuno se scrivo o no, interessa a me, il più delle volte. Oggi boh, era una giornata strana, lucidissima. Quand'è così sembra di vedere attraverso le cose, di avere il famoso dono della vista. Proviamo a guardare le cose da un'altra angolazione, per esempio da rasoterra, come un cane che gioca a palla. Oppure immobili come un faggio. Si, ma un faggio di città o uno di collina? E' molto diverso. Oggi era bella persino Milano, anche se il mio tram si è rotto e di fianco avevo un ragazzo impegnatissimo nel sociale, con barbona, sciarpa e scarpa radical chic che all'improvviso si è messo a ipotizzare come regalo alla fidanzata che si laurea una qualsiasi cosa di Prada, che va sempre bene. Sono scesa e ho ripreso il tram nell'altro senso, destinazione un parco.
Su una panchina a guardare in su, tra i rami del faggio di città. E nella pancia la più classica delle cotolette milanesi. C'era un sacco di gente che correva, magari un giorno correrò anchio in un parco, alla ricerca della forma perduta. Quando smetterò di giocare a basket diventerò come Bud Spencer, o come Maradona, un frigorifero con le ruote. Oppure la nostalgia mi farà deperire.
Mi sta venendo un cieco maldistesta, maledetta luce.
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categoria:trasferta, sudatecarte
lunedì, 05 febbraio 2007
Uh, ragazzi che domenica faticosa.
Noi siamo i giovani, i giovani più giovani, siamo l'esercito, l'esercito del surf.
Darò segni di squilibrio, ho avuto un bel calo di tensione, dopo..allora, che caos.
Ricapitolando, qui mi arrivano telefonate dai parenti; alle nove del mattino hanno già letto le cronache di Imbecilli.it e vogliono commenti in presa diretta da me. Che dire? Certo non è a modo urlare nella cornetta e riattaccare, che sarebbe l'unico suono adatto per comunicare oggi.
Buongiorno! Buongiorno una sega! Mutter nel breve tratto fino al Super è riuscita a spiegarmi in parole tecniche perchè ieri abbiamo perso
. Allibisco...Vale, presto, all'ibisco!
Tempo fa rubavamo ciliege dall'albero in fondo alla sua via, erano i tempi lobotomizzati del liceo.
N'attimo che tolgo P.J.Harvey che mi ha cordialmente rotto il cazzo, che mal di testa.

Allora allora allora, al telegiornale non fanno che rimandare le immagini di un pirletta con giubbottino dolcegabbana che lancia pietre sulle ambulanze catanesi. Ieri un minuto di silenzio per il polizzziotto anche sul nostro campo da basket, ma col senno di poi credo fosse per noi quel minuto, un funerale anticipato alla nostra dignità. Okkei era solo una partita e l'abbiamo solo persa. Peccato che sono in palestra solo 4 sere a settimana e che da ventanni organizzo la mia vita intorno a sto pallone e ancora non siamo riusciti a capire come mai riesco tutte le volte a giocare come una cretina. Mah. Solo una partita, solo basket, parliamo d'altro.

Non si può, perchè ieri sera dopo aver polverizzato mesi di fatica contro un frigorifero con le ruote che ha vinto al posto mio...e che poi alla fine si è messa a piangere dalla gioia, ma che vita intensa deve avere questa povera ragazza? Dicevo che poi: Cena con le Ex, le quali avevano ANCH'ESSE perduto. Di che si è parlato secondo voi? Eravamo in un posto squallidissimo, ci si muoveva in un'atmosfera fritta e cinese e si mangiavano spaghetti all'aglio, con contorno di cozze. Il cuoco era cinesissimo, ma suo figlio era cullato da una nonna bustocca, e c'erano degli specchi da night e dei vasi ming alti un metro e ottanta. Un tizio identico a Vittorio Feltri beveva un bianchino guardando Colombo alla tv. E il posto si chiamava "Giulia", fuori c'era una veranda slavata e moquette d'erba finta.

Sto cantando Rino Gaetano a squarciagola, qui nella mia testa, io e Cervello stiamo alzando il volume per non sentirci, la coabitazione è sempre più tesa, per ora comunque vinco io.

Cmq è strano, strano.
Sto con delle persone da una vita eppure tra noi vige un particolare tacito accordo, certe cose tra noi non si dicono. Io capisco loro, loro capiscono me, ma non ce lo diciamo. Avremmo anche la parola giusta al momento giusto, ma rimane dentro
ed è come se l'avessimo detta. Una paura strana di sputtanarsi perchè in una squadra tutti hanno un ruolo e non si può uscire da quel ruolo. Una paura tremenda che le cose prima o poi finiscano, che non saremo mai più così, che tra quattordici partite sarà estate e forse saranno le nostre ultime quattordici partite.
Capisci che smettere è come cambiare vita, come trasferirsi  e non conoscere le strade, come diventare all'improvviso vegetariani, che ne so,non mi vengono paragoni decenti.

Ora per esempio sto sentendo "Brutta", giuro.

E circa una decina fa, Mac nello spogliatoio nuda in ciabatte ce la cantava tutta e la mimava pure. E dov'è Mac adesso? dove cazzo è?

Quindi non resta che vicerle tutte e quattordici queste ultime partite, così almeno avremo qualcosa in mano alla fine.

Sugli ultimi due tiri liberi delle avversarie di ieri, che sono chiaramente entrati, ho finalmente e lucidamente ammesso che dio
veramente non esiste, e che tutto è solo nelle nostre mani.

E il cielo e sempre più bluuu
uuuuuuu
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categoria:basket
venerdì, 02 febbraio 2007
Bene, me ne mancano ufficialmente solo DUE...
L'assistente tolkeniano con anello celtico  e basetta puntuta mi ha accolto con: Ah ma lei è quella che ieri è stata publicamente macellata dal prof per il  ritardo?
Ebbene si, sono io,  io e il mio codazzo di figure di merda che si snodano labirintiche per i corrodoi del dipartimento.
Mi ha chiesto pure chi era OLDRADO DA TRESSENO. Come chi è? è quel tizio che sta ritratto nel broletto, dai, il potestà di Milano nel 1233, in pieno moto dell'Alleluja.
Poi però non mi ricordavo come si intitolava la lettera di canonizzazione di Antonio da Padova, anche se sapevo dell'esistenza della Vergentis in senium del 1199 di Innocenzo III che era fuori programma e conoscevo a menadito gli occupanti di tutte le quadrighe della visione di Zaccaria.
Okkei la pianto.
Alla fine ho dovuto supplicarlo di non darmi Trenta, nè Ventinove, altrimenti avrei dovuto offrire la pizza al coach..e in questo periodo non s'ha da fare.
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categoria:sudatecarte