giovedì, 31 luglio 2008
Piccoli raid fotografici nel giardino segreto e poi a casa sentire i profumi delle estati felici, l'odore dello zucchero che diventa marmellata, l'odore di sole dei pomodori appena colti e le folate di menta.
Agosto moglie mia non ti conosco.
Noi invece ci trasferivamo duecentro metri più in là, dal quarto piano dell'appartamento alla casa della nonna. E via selvagge, dentro le gallerie dei cornetti o a fare il circo con le galline.
Mah, non vedo sister Lucy da settimane. Ci incrociamo giusto quelle due ore serali in cui lei è nervosa e io non ho voglia di fare niente. C'è un velo. Ci guardiamo con nostalgia, ma non ci capiamo più molto. Lei ha uno sguardo molto giudicante a dire il vero. Cangiante tra il giudizio e il chiodo fisso della casa nuova.
Sta casa poi...ormai è quasi finita. Non ho più scampo.
martedì, 29 luglio 2008
la biblioteca non presta libri fino a venerdi primo agosto.
e io che faccio? per tre interminabili giorni.
ho pensato tutta la notte alla tesi, ai libri che DEVO leggere, un percorso notturno di convincimento, un onirico corso motivazionale.
mi sono alzata vestita da samurai con la katana tra i denti e la biblioteca è chiusa.
checcazzo.
perchè tutti i miei sforzi vengono puntualmente vanificati?
che cosa ho fatto, per dio?
lunedì, 28 luglio 2008
Cmq, la sera stessa io e Fallimento Totale siamo partiti per il mare, sul Suv da ricchi di mia cuggina e sotto una teoria di fenomeni atmosferici cataclismatici che Mercalli avrebbe pagato oro.
Dopo cinque ore di grandine, muri d'acqua, autovelox safety tutor e bufera siamo atterrate nella cara vecchia Romagna Violenta e lì, ragazzi miei, ho trascorso tre giorni di totale oblio di me stessa e del mondo. Riacquistavo la posizione eretta solo per i trasferimenti dall'asssiugamano al mare e dal mare al desco del cibo. Non avevo nemmeno la gana di leggere, e sì che il libro che avevo mi faceva venire l'acquolina.
Poi è arrivato l'Amico d'Infanzia del mare, che tutti hanno e che tutti una volta cresssiuti vedono solo per quel fortuito weekend. E come puoi non ricordare i vecchi tempi davanti al prodotto tipico locale, lo spriz? La serata può essere così riassunta: mega canna reale, mezzo litro di spriz, piadina più buona del mondo al baracchino della sciùra Livia.
In mezzo: la più esilarante figura di merda a memoria d'uomo, ma non ve la dico, chè mi vergogno troppo ancora adesso. Basta sapere che il contesto era l'aperitivo cool in spiaggia del sabato sera, presenti un milione emmezzo di persone, tutte con la testa orientata nella direzione del mio doppio carpiato in avanti attraverso le reti da beach tennis (che sport del cazzo è, poi?).
lunedì, 28 luglio 2008
Dimmi tu se la mia carriera universitaria deve dipendere dal caso e dalle parche in tale maniera. Non mi si è lasciato nemmeno una briciola di dubbio sulla mia effettiva preparazione, perchè infatti sapevo tutto e non ho mai studiato così tanto per un esame, un esame di cui non mi frega tra l'altro una cippa. Dopo una risibile attesa di SETTE ore sotto il fuoco incrociato di condizionatori tarati per la conservazione della mummia del Similaun, ho avuto l'impronosticabile culo di essere interrogata dall'Autistico in persona. Benissimo, mi sono detta, tanto so tutto, maledetto uomo di burro vestito da prete che non sei altro. Nessuno mi aveva detto però che avrei partecipato a un remake di Lascia o Raddoppia. Questo pazzo alieno venuto dal pianeta delle muffe, tirava fuori da un sacchettone cartoline di opere d'arte comprate durante anni e anni di pellegrinaggi e io dovevo indovinare. La storia dell'artista, i suoi luoghi, i committenti, le congiunture politiche e sociali? Fregava un cazzo, contava solo sparare nome cognome e museo di sepoltura dell'opera. Si, ma mica la primavera del botticelli, monna lisa, la cappella sistina, figuriamoci. Mi ha messo sotto gli occhi opere rinnegate e dimenticate e nascoste per anni nel cesso di campagna di qualche ricco.
Quindi arrivederci e grazie. Rapido e indolore.
Indolore un par de cojoni.
sabato, 19 luglio 2008
Non ho mai studiato così tanto per un esame, nemmeno per Dante.
Venerdì pomeriggio all'università eravamo io e la bidella. E lei cantava Nek ad alta voce nell'atrio, mentre chattava con la cognata in msn.
Di notte sogno i fratelli Zavattari che banchettano con Teodolinda e la barchetta su cui viaggia l'infelice famiglia di Placido e sua moglie Teopista, con i figli Agapito e Teopisto(!), prima di essere martirizzati in un toro di bronzo, molto Falaride style. Di giorno invece il cervello manda in loop la presentazione in power point di tutti i cristi e le madonne dipinti per la gloria nei secoli dei secoli amen, senza didascalie. Solo che invece di ispirarmi pietà cristiana e sentimenti ecumenici, sono sempre più convinta che gli islamici sono troppo genialmente avanti anni luce a noi: solo decorazioni aniconiche e via, tutti a godersi i pomeriggi infiniti di luglio sotto un bel sicomoro, fumando oppio.
Ieri mi sono sparata 600 diapositive in un colpo solo, per il ripasso finale. Ma tanto, prima di poter ripetere a pappagallo i mille esaltanti rebus iconografici del ciclo di Oreno, devo passare sotto le forche di un qualche anonimo assistente, per la parte istituzionale. Potere di vita e di morte, dev'essere esaltante. Speriamo che abbiano una vita sessuale appagante, altrimenti la prenderò nel culo, come al solito.
domenica, 13 luglio 2008
Stanotte c'è stato il temporale più forte che abbia mai sentito, e non è una sensazione amplificata dal dormiveglia! Sembrava di stare nel maelstrom. Siamo a metà luglio e per me l'estate non è ancora cominciata, clima a parte. Il tempo vola inesorabile eppure non passa mai. Domani inizia l'ultima settimana. Vado a milano in mediateca a studiare come un tonno tutte le immagini del corso.
Dead-line venerdi sera.
Mi sembra di aver messo radici in questa cucina, ogni tanto lancio i miei tentacoli rampicanti fuori sul terrazzino. Se solo fossi un po' più leggera. Non ce la faccio più a districarmi su questa scacchiera snervante e maledetta, mi sa che butterò giù tutte le pedine o deciderò di perdere la partita.
Ma io sparisco. Spengo tutto, zaino e via, a godermi questi ultimi giorni di prati. E non dico a nessuno dove sono. A parte che dove cazzo vado? posso al massimo partire in bicicletta se mio padre me la presta. Non ne posso più di rendere conto e accontentare tutti e giustificare ogni mia frase, ogni minimo sentore di umore lunare. Basta. Forse si sta bene solo con il cuore libero.
Sono l'ipostasi ambulante della Tempesta di Giorgione, presenti nel quadro tutte le mie principali fonti di angoscia e stridore d'animo. Con virate violente verso lo Scorticamento di Marsia di Tiziano, in cui il ruolo di Marsia è di volta in volta assegnato a una variante diversa. Costante comunque il disfacimento della materia pittorica, che sarei io, sciolta dalle piogge acide delle grandi domande senza risposta.
Tu forse volevi chiedere che ore sono. E' sempre tardi.
venerdì, 11 luglio 2008
Se torno con la mente a un mese emmezzo fa e ripenso alle belle magliette con nome e numero per il torneo al mare, mi viene in mente che forse ci dovevamo scrivere Le Fate Ignoranti.
Ho provato a far passare del tempo, ma la sensazione di gelo nell'animo non è mica passata.
Mi sento piccola e sbagliata, come quando alle elementari non ti fanno giocare perchè stai antipatica alla regina della classe. Mi sento cretina, perchè credevo di essere un pò preparata a tutto e invece a certe cose è impossibile abituarsi, come la doccia fredda, dopo un pò che ci rimani sotto al massimo vai in ipotermia.
E mi sento cretina anche ad aver passato metà stagione ad ascoltare discorsi del cazzo, mezze voci, volute allusioni, frecciatine provocatorie senza mai reagire, stoccando tutta quella mmmerda nell'immenso silos da grano che ho nel cranio e sigillando tutto ermeticamente per un bene superiore che non è mai arrivato. Si è aperto il silos degli altri, semmai,e mi ha annegato di cattiveria.
Non mi passerà mai questa sensazione di cristalli rotti. Al massimo mi abituerò a passarci sopra senza tagliarmi i piedi e proverò a bere nei bicchieri di plastica, tanto anche se si rompono fanno un danno minimo.