Una parola che odio è dolcetto.
Non il vino, eh. Dolcetto del pasticcere. Ti ho comprato un dolcetto, lo vuoi un dolcetto?
Schifo. E' il suono, da boccuccia distorta in un falso sorriso. Da babydoll di pizzo con rossetto e tacchettino. Una Marylin che offre dolcetti, maliziosamente. Che squallido.
Sto scivolando nello squallore oggi. Sento che mi si è atrofizzato il cervello. Mi verrà la trombosi a stare qui inchiodata su questa sedia che ormai ha la forma perfetta del mio culo. Arroccata su sta sedia del cazzo, con la testa vuota e la mente che non ha più nemmeno l'inerzia di vagare altrove. Ipnosi da schermo piatto.
Me ne vado.
Ma che cosa ci faccio io qui?
Non il vino, eh. Dolcetto del pasticcere. Ti ho comprato un dolcetto, lo vuoi un dolcetto?
Schifo. E' il suono, da boccuccia distorta in un falso sorriso. Da babydoll di pizzo con rossetto e tacchettino. Una Marylin che offre dolcetti, maliziosamente. Che squallido.
Sto scivolando nello squallore oggi. Sento che mi si è atrofizzato il cervello. Mi verrà la trombosi a stare qui inchiodata su questa sedia che ormai ha la forma perfetta del mio culo. Arroccata su sta sedia del cazzo, con la testa vuota e la mente che non ha più nemmeno l'inerzia di vagare altrove. Ipnosi da schermo piatto.
Me ne vado.
Ma che cosa ci faccio io qui?



Ragione: devi scrivere, concentrati scrivi, concentrati leggi. Chiudi anche le persiane va, nel caso cadesse di nuovo un fuorviante pezzettino di cielo.
Chiudi gli occhi sulla notte e speri di non sentire più quelle parole. Spegni la vista sotto il piumone con le poltroncine anni cinquanta. E speri di non sognare quelle parole.