Preoccupante anticipo su tutto, sapevo già come vestirmi, lucius non ha bestemmiato sentendo la sveglia, caffelatte con la schiuma, biscotti buoni.
Unico neo: il cazzo di motorino che non è partito...
Non so, sto scrivendo a random, tanto per non far passare troppi giorni dall'ultima volta, come se avessi una scadenza da rispettare, invece non interessa a nessuno se scrivo o no, interessa a me, il più delle volte. Oggi boh, era una giornata strana, lucidissima. Quand'è così sembra di vedere attraverso le cose, di avere il famoso dono della vista. Proviamo a guardare le cose da un'altra angolazione, per esempio da rasoterra, come un cane che gioca a palla. Oppure immobili come un faggio. Si, ma un faggio di città o uno di collina? E' molto diverso. Oggi era bella persino Milano, anche se il mio tram si è rotto e di fianco avevo un ragazzo impegnatissimo nel sociale, con barbona, sciarpa e scarpa radical chic che all'improvviso si è messo a ipotizzare come regalo alla fidanzata che si laurea una qualsiasi cosa di Prada, che va sempre bene. Sono scesa e ho ripreso il tram nell'altro senso, destinazione un parco.
Su una panchina a guardare in su, tra i rami del faggio di città. E nella pancia la più classica delle cotolette milanesi. C'era un sacco di gente che correva, magari un giorno correrò anchio in un parco, alla ricerca della forma perduta. Quando smetterò di giocare a basket diventerò come Bud Spencer, o come Maradona, un frigorifero con le ruote. Oppure la nostalgia mi farà deperire.
Mi sta venendo un cieco maldistesta, maledetta luce.
Unico neo: il cazzo di motorino che non è partito...
Non so, sto scrivendo a random, tanto per non far passare troppi giorni dall'ultima volta, come se avessi una scadenza da rispettare, invece non interessa a nessuno se scrivo o no, interessa a me, il più delle volte. Oggi boh, era una giornata strana, lucidissima. Quand'è così sembra di vedere attraverso le cose, di avere il famoso dono della vista. Proviamo a guardare le cose da un'altra angolazione, per esempio da rasoterra, come un cane che gioca a palla. Oppure immobili come un faggio. Si, ma un faggio di città o uno di collina? E' molto diverso. Oggi era bella persino Milano, anche se il mio tram si è rotto e di fianco avevo un ragazzo impegnatissimo nel sociale, con barbona, sciarpa e scarpa radical chic che all'improvviso si è messo a ipotizzare come regalo alla fidanzata che si laurea una qualsiasi cosa di Prada, che va sempre bene. Sono scesa e ho ripreso il tram nell'altro senso, destinazione un parco.
Su una panchina a guardare in su, tra i rami del faggio di città. E nella pancia la più classica delle cotolette milanesi. C'era un sacco di gente che correva, magari un giorno correrò anchio in un parco, alla ricerca della forma perduta. Quando smetterò di giocare a basket diventerò come Bud Spencer, o come Maradona, un frigorifero con le ruote. Oppure la nostalgia mi farà deperire.
Mi sta venendo un cieco maldistesta, maledetta luce.


