Un refolo di vento che sposta una nube mi fa percepire una realtà in secondo piano, che subito diventa più importante di ciò che posso vedere senza sforzo, perché mette in moto la mia immaginazione.
È per questo che camminando nel bosco non riesco a rilassarmi come un tipico passeggiatore romantico che gode della natura. I miei sensi sono allertati dal rumore dei passi , che ne copre un altro più ignoto e invitante, il rumore della terra che risuona sotto altri movimenti. E l’ostinazione non basta a cogliere la vita che ho intorno e non vedo. Non basta nemmeno il silenzio quando si entra in una valletta senza vento, il respiro riempie i polmoni ma rimbomba nella testa e ancora gli altri rumori sono tagliati. Si dovrebbe stare in apnea e non essere barriera per le onde sonore, lasciarle infrangere sulle rocce e sui tronchi, dove finirebbero naturalemente, senza l’ingombro di un corpo estraneo. Cogliere le cose senza filtri..Vedere la pioggia senza stare dietro una finestra, sentirla e non bagnarsi.
Agosto è il mese più freddo dell'anno